FONDO PENSIONE COMPLEMENTARE PER I DIPENDENTI DA AZIENDE DEL TERZIARIO (COMMERCIO, TURISMO E SERVIZI)

   
 
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FAQ

In queste pagine vogliamo evidenziare alcune delle domande ricorrenti sul funzionamento del fondo pensione. Nel caso abbiate necessità di ulteriori chiarimenti o informazioni, potete contattarci.

- Informazioni generali sui Fondi pensione
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- Il Regime Fiscale

Che cos'è un Fondo pensione chiuso (o negoziale)
È un’associazione, senza fini di lucro, il cui unico scopo è quello di garantire agli iscritti un trattamento previdenziale integrativo a quello fornito dal sistema pensionistico di base a carattere obbligatorio. Il fondo pensione chiuso (o negoziale) viene istituito in sede di contrattazione dalle parti firmatarie del Contratto collettivo nazionale di lavoro.
A chi è destinato il fondo chiuso?
Agli appartenenti ad una categoria professionale, ai lavoratori dipendenti destinatari di uno specifico contratto collettivo nazionale di lavoro o ai dipendenti di un’azienda.
E' obbligatorio aderire al fondo pensione?
No; l'adesione è libera e volontaria.
Cosa significa fondo pensione a contribuzione definita?
E’ un sistema previdenziale secondo il quale l’ammontare dei contributi da versare è predeterminato. Pertanto, l’entità della prestazione previdenziale dipenderà dalla contribuzione versata e dai risultati economici ottenuti dalla gestione finanziaria della contribuzione stessa. Per i fondi di categoria, il Contratto collettivo nazionale di lavoro fissa la contribuzione minima obbligatoria a carico del lavoratore, quella del datore di lavoro e le quote di Tfr da versare al fondo.
Se non m'iscrivo al fondo pensione ho diritto a ottenere in busta paga quanto stabilito a carico dell' azienda nell'accordo per la previdenza complementare?
No. Per le aziende l’obbligo di versare il contributo previsto dalla contrattazione collettiva per la previdenza complementare riguarda solo i lavoratori che si iscrivono al fondo pensione versando oltre al TFR il contributo a proprio carico.
Che cosa significa capitalizzazione individuale?
La prestazione erogata dal fondo dipenderà dall’importo della posizione individuale di ciascun iscritto e dal coefficiente di conversione in rendita stabilito dalla convenzione tra il fondo pensione e la compagnia di assicurazione incaricata di liquidare le rendite vitalizie oppure quello fissato dal fondo stesso, nel caso che vi provveda direttamente: la prestazione, quindi, non è determinabile in via preventiva.
Quali sono gli organi di un fondo pensione negoziale?
Gli organi del Fondo sono:
- L'Assemblea dei delegati;
- Il Consiglio di amministrazione;
- Il Collegio dei revisori dei conti.
Qual è la composizione degli organi in un Fondo pensione negoziale o chiuso?
Gli organi dei Fondi negoziali sono composti pariteticamente da rappresentanti dei lavoratori e delle aziende iscritte.
Chi elegge il Consiglio di amministrazione?
L'Assemblea dei delegati, composta in maniera paritetica da lavoratori e datori di lavoro.
Chi elegge i delegati?
Tutti gli associati, lavoratori ed aziende.
Che cosa sono le fonti istitutive?
Sono gli atti attraverso cui si provvede all’istituzione del fondo pensione (contratti e accordi collettivi, anche aziendali, accordi fra lavoratori autonomi, liberi professionisti o soci lavoratori).
Come vengono finanziate le forme pensionistiche complementari?
Per i lavoratori dipendenti la contribuzione si compone di tre elementi: contributi del lavoratore, contributi del datore di lavoro, Tfr (pari al 6,91% della retribuzione utile al computo dello stesso Tfr). E’ possibile aderire anche soltanto con il conferimento del Tfr: in questo caso, però, non si beneficia degli incentivi fiscali sui versamenti e non si ha diritto al contributo aziendale.
In quale misura il Tfr è devoluto al fondo pensione?
Per i lavoratori di prima occupazione successiva al 28 aprile 1993 è prevista l’integrale destinazione (100%) del Tfr al fondo pensione. I lavoratori di prima occupazione antecedente al 29 aprile 1993 possono invece scegliere se conferirlo nella misura minima prevista dalle fonti istitutive (50%) o destinarlo integralmente al fondo (100%).
Per i dipendenti con prima occupazione antecedente al 29 aprile 1993, cosa succede alla parte di Tfr non trasferita al fondo pensione ?
Resta in azienda e continua a rivalutarsi secondo le consuete regole (1,5% più il 75% dell’inflazione).
Come viene determinata la misura del "contributo obbligatorio" minimo dovuto al fondo pensione?
Le fonti istitutive lo stabiliscono in percentuale sulla retribuzione annua utile ai fini del Tfr.
Le modifiche al contributo obbligatorio vengono apportate dai rinnovi dei contratti collettivi o da altra fonte istitutiva.
Nel caso che venga elevato il contributo obbligatorio a carico dell'iscritto, il lavoratore può rifiutarsi di modificarlo?
Solo se il contratto collettivo e lo statuto prevedono un incremento facoltativo; se, invece, il contratto collettivo prevede l’aumento considerandolo innalzamento obbligatorio, il lavoratore non può rifiutarsi di incrementare il contributo.
Per quanto tempo il lavoratore che ha aderito al fondo pensione è obbligato al versamento dei contributi?
L'obbligo contributivo è legato al rapporto di lavoro e cessa con la risoluzione dello stesso. In costanza del rapporto di lavoro è possibile sospendere i versamenti a proprio carico, che porta anche alla sospensione del contributo da parte del datore di lavoro, ma il Tfr continuerà ad affluire al fondo pensione.
È possibile integrare i contributi obbligatori con una contribuzione aggiuntiva?
Sì; il singolo iscritto che intenda effettuare i versamenti una tantum dovrà compilare l’apposito modulo “Versamenti aggiuntivi una tantum”, in occasione di ogni versamento effettuato e farlo pervenire al Fondo pensione.
È possibile attivare una contribuzione aggiuntiva periodica da parte del lavoratore aderente?
Sì; potrà farlo in sede di compilazione del modulo di adesione al Fondo o, nell’ipotesi di adesione per conferimento tacito del TFR, in sede di compilazione del modulo per l’attivazione della contribuzione, indicando una misura sostitutiva rispetto al minimo previsto dal CCNL o CCL di riferimento.
Il versamento aggiuntivo avrà periodicità trimestrale.
Il lavoratore può variare l'aliquota contributiva prescelta?
Sì, compilando l’apposito modulo “Variazione dell’aliquota contributiva”, esprimendo una percentuale che sostituirà quella precedentemente prescelta, fermo restando che l’importo indicato non potrà essere inferiore all’ammontare minimo previsto dal CCNL di riferimento. Tale richiesta può essere presentata all’azienda una sola volta all’anno, entro il 30 settembre; l’operatività esecutiva decorrerà dalla busta paga di gennaio dell’anno successivo.
Il datore di lavoro può attivare una contribuzione aggiuntiva periodica?
Sì; il datore di lavoro può definire a livello aziendale (regolamento/accordo) una contribuzione a suo carico maggiore di quella prevista dal CCNL o CCL di riferimento, di cui dovrà darne comunicazione scritta al Fondo, allegando il testo del regolamento/accordo aziendale. Il versamento aggiuntivo avrà periodicità trimestrale.
La richiesta della variazione dell’aliquota del versamento contributivo potrà essere presentata due volte all’anno, entro il 30 giugno ed il 31 dicembre di ciascun anno, compilando l’apposito modulo “Variazione dell’aliquota contributiva di fonte datoriale”, esprimendo una percentuale che sostituirà quella precedentemente indicata, fermo restando l’ammontare minimo previsto dal CCNL di riferimento L’operatività esecutiva di tale richiesta decorrerà dalla busta paga del primo mese del trimestre successivo.
Il datore di lavoro può attivare una contribuzione aggiuntiva una tantum?
Sì; è data facoltà anche al datore di lavoro di effettuare dei versamenti una tantum, a favore dei propri dipendenti aderenti al Fondo Pensione.
Il datore di lavoro dovrà far pervenire al Fondo Pensione comunicazione in tal senso, compilando l’apposito modulo “Versamenti aggiuntivi una tantum di fonte datoriale”. La compilazione dovrà avvenire in occasione di ogni versamento effettuato, fornendo opportuna evidenza del versamento che si andrà ad effettuare sulla posizione individuale del lavoratore indicato nel predetto modulo.
In quale comparto saranno investiti i contributi aggiuntivi?
I versamenti aggiuntivi saranno investiti nello stesso comparto nel quale viene gestita la posizione dell’iscritto.
Come viene informato l'iscritto sui versamenti effettuati in suo favore al Fondo pensione?
Una volta l’anno, entro il 31 marzo di ogni anno, il Fondo invia all’iscritto la Comunicazione periodica, redatta secondo lo schema elaborato dalla COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione), attraverso la quale lo informa sull’andamento della gestione complessiva e gli fornisce un estratto conto della sua posizione previdenziale individuale alla data del 31 dicembre dell’anno precedente.
Attraverso la busta paga potrà verificare la corrispondenza tra le trattenute operate dall’azienda (contributo del lavoratore e del datore di lavoro, Tfr, eventuale contributo volontario) e quanto versato al Fondo dall’azienda stessa. L’iscritto potrà inoltre verificare che i versamenti siano stati effettuati nel rispetto delle scadenze definite dal Fondo.
L’iscritto può, inoltre, in qualunque momento accedere alla propria posizione tramite l’Area riservata del sito Internet del Fondo.
Accedendo al sito internet può verificare l’andamento mensile del valore quota dei 4 comparti. Infine, trimestralmente, Fon.Te. redige la newsletter con il riepilogo dei dati statistici relativi alle adesioni, all’andamento del valore quota del comparto bilanciato e l’attivo netto destinato alle prestazioni per singolo comparto.
Chi gestisce il patrimonio del fondo pensione?
Intermediari professionali selezionati dagli stessi fondi con un’apposita gara pubblica, che rientrano in una delle quattro categorie autorizzate: banche, compagnie d’assicurazione, Sim, Sgr.
Chi sceglie i gestori finanziari?
Il Consiglio di amministrazione del fondo attraverso una procedura di selezione regolamentato dalla Covip (Commissione di vigilanza sui Fondi Pensione): è’ prevista la pubblicazione di un bando di gara, del capitolato da parte dei concorrenti e, a seguito di una graduatoria, la redazione della corrispondente offerta e, infine, la stipula di un’apposita convenzione. La convenzione stipulata e la documentazione relativa a ciascuna fase della procedura di selezione vengono inviate alla Covip per le verifiche di competenza.
Che funzione hanno i gestori finanziari?
I gestori, in base al mandato loro conferito dal Fondo, effettuano gli investimenti nel rispetto dei criteri fissati nella predetta convenzione.
Cosa si intende per banca depositaria?
E’ l’istituto di credito (distinto in ogni caso dal gestore finanziario) presso cui sono depositati gli attivi del fondo pensione (titoli acquistati dai gestori, nonché il conto di gestione del Fondo). La banca depositaria per legge esegue le istruzioni del soggetto gestore previa verifica della loro conformità alla normativa, allo statuto del fondo e ai criteri stabiliti nella convenzione.
Cosa si intende per fondo pensione monocomparto?
Le posizioni individuali degli aderenti vengono gestite in modo unitario, adottando un’unica politica di investimento: le performance sono uguali per tutti gli iscritti.
Cosa si intende per fondo pensione multicomparto?
All’interno dello stesso fondo sono previsti più comparti d’investimento con diverso profilo di rischio e rendimento: la scelta dev’essere compiuta dall’iscritto in base al proprio orizzonte temporale di permanenza nel fondo, rappresentato in pratica dagli anni mancanti prima del pensionamento, e alla propria propensione al rischio. Le performance sono diverse a seconda dei risultati di ogni comparto.
Come avviene la scelta del comparto di investimento?
L’aderente sceglie, all’atto dell’adesione, il comparto cui destinare i versamenti contributivi. Nell’ipotesi in cui non effettui la scelta s’intende attivata l’opzione verso il Comparto Bilanciato. I flussi di TFR conferiti al fondo per effetto del meccanismo di adesione tacita saranno investiti nel Comparto Garantito.
Posso modificare il comparto di investimento (Switch)?
Ogni aderente, in possesso del requisito di almeno un anno di permanenza nel comparto originario, ha la facoltà di trasferire la posizione individuale maturata presso un diverso comparto rispetto a quello precedentemente scelto, non più di una volta all’anno.
In seguito al conferimento tacito del TFR, è data facoltà all’aderente di trasferire la posizione individuale accumulata nel Comparto Garantito in altro comparto, senza necessità di attendere il decorso di un anno di permanenza al Fondo.
Ai lavoratori per i quali, a seguito dell'operare del meccanismo del silenzio-assenso, la posizione individuale risultasse ripartita su due comparti di investimento, è data facoltà di riunificare la posizione individuale in uno dei comparti a sua scelta.
Sono stabilite due finestre all'anno per effettuare un cambio comparto. Per poter effettuare un cambio di comparto è necessario che la relativa richiesta pervenga al Fondo entro e non oltre la scadenza prefissata per ciascuna finestra.
A titolo esemplificativo, nel caso in cui la richiesta pervenga entro il 15 gennaio, la posizione individuale sarà riallocata nel nuovo comparto indicato dall’aderente entro i due mesi successivi con valorizzazione della quota al 28 febbraio.
In particolare si faccia riferimento al seguente schema:

Data Cambio Comparto Termine Ultimo di Ricevimento della domanda da parte del Fondo Valore quota di effettuazione dello Switch
28 febbraio di ciascun anno 15/1 di ciascun anno 28/02
31 agosto di ciascun anno 15/7 di ciascun anno 31/08

Le richieste di cambio comparto che dovessero pervenire al fondo pensione oltre il termine stabilito saranno prese in considerazione entro la finestra immediatamente successiva.
Per esercitare la facoltà di “Switch” sarà necessario compilare l’apposito modulo “Richiesta di variazione del comparto di investimento per gli aderenti al Fondo”.
Per le operazioni di “Switch” non è previsto alcun costo a carico dell’aderente.
Quando si perde il diritto di essere iscritto al fondo pensione?
Nel caso di passaggio a dirigente o di assunzione da parte di un’azienda che applica un diverso contratto collettivo che preveda altro fondo contrattuale di riferimento. In questi casi il lavoratore può decidere di:
a) trasferire la propria posizione in un eventuale altro fondo (operazione esente da tassazione);
b) riscattare l'intera posizione (operazione tassata con aliquota del 23%);
c) mantenere la propria posizione individuale nel fondo, anche in assenza di contribuzione.
Per le operazioni di cui ai punti a) e b) non è previsto alcun costo a carico dell’aderente. Per il mantenimento della posizione in assenza di contribuzione è prevista una quota associativa pari a 10,00 € su base annua.
Cosa succede nei casi di dimissioni o licenziamento?
Il lavoratore può scegliere una delle tre opzioni presentate nella domanda precedente. Se decide di rimanere associato senza però poter continuare a contribuire, il suo capitale presso il Fondo continua a essere rivalutato secondo il rendimento del comparto d’investimento. Questo periodo viene tenuto in considerazione per la determinazione dell’anzianità necessaria per la richiesta delle prestazioni previdenziali; per il calcolo di quest’ultima sono considerati utili tutti i periodi di contribuzione a forme pensionistiche complementari maturati dall’iscritto e per i quali egli non riscattato la posizione individuale.
Cos'è la posizione individuale?
E’ il valore determinato dai versamenti al fondo (contributi del datore di lavoro, Tfr e contributi del lavoratore o solo Tfr) e dai rendimenti realizzati, al netto delle spese. Quest’ammontare viene comunicato all’iscritto ogni anno tramite una comunicazione periodica e aggiornato mensilmente nell'area riservata del sito Internet del fondo.
Se cambio azienda posso continuare a restare iscritto al fondo?
Si, purché la nuova azienda applichi un contratto che preveda lo stesso fondo di categoria della precedente azienda.
Come viene tutelata la posizione individuale?
Non è pignorabile, sequestrabile o cedibile.
Quali garanzie esistono a tutela degli iscritti al fondo pensione?
Il Fondo è costituito come soggetto giuridico autonomo: un eventuale dissesto dell’impresa non può quindi avere ripercussioni sul suo patrimonio. Le risorse, inoltre, costituiscono un patrimonio separato rispetto a quello dei gestori finanziari e della banca depositaria: le somme, quindi, non possono essere utilizzate per finalità diverse rispetto a quelle del fondo, e i creditori del gestore o della banca non possono rivalersi su di esse. La banca depositaria alla quale sono affidati gli attivi del fondo deve eseguire le istruzioni del gestore finanziario solo dopo aver verificato che siano conformi alla normativa. Il controllo sulla materia, infine, è affidato alla Covip (Commissione di vigilanza sui Fondi Pensione) che ha una serie molto ampia di compiti.
In caso di fallimento dell'azienda come si recuperano eventuali quote non versate al fondo?
Il lavoratore ha diritto ad iscriversi al passivo attraverso una domanda al curatore fallimentare. Nel caso di incapienza, al termine della procedura fallimentare, il lavoratore può accedere al fondo di garanzia Inps (per maggiori dettagli si rinvia alla circolare Inps n.98 del 2 luglio 2007)
Cosa succede al lavoratore in maternità, aspettativa, congedi parentali?
Le contribuzioni nei casi particolari (maternità, Cig, ecc.) sono composte dal Tfr, dal contributo dell’azienda e da quello del dipendente. La quota Tfr va calcolata sulle entrate di lavoro dipendente, le altre due voci sullo stipendio effettivamente percepito (dal datore di lavoro o dall’Inps). I contributi aziendali saranno pari alla percentuale obbligatoria calcolata sull’effettivo stipendio, per esempio l’80% per la lavoratrice in maternità. Il contratti collettivi possono regolare diversamente le diverse ipotesi, prevedendo per esempio che il contributo aziendale venga versato direttamente al fondo, mentre quello del lavoratore gli venga trattenuto in busta paga una volta che torna a prendere servizio. Lo stesso contratto può anche prevedere che i contributi vengano, nei termini e nelle modalità descritti, integrati fino al 100%.