Vantaggi per il datore di lavoro

L’azienda che propone ai suoi dipendenti una forma di previdenza complementare può beneficiare di una serie di vantaggi fiscali concessi dalla normativa in tema di previdenza complementare.

Contribuzioni del datore di lavoro

  • vengono dedotti dal reddito di impresa le contribuzioni a carico del datore di lavoro
  • le contribuzioni a carico del datore di lavoro sono soggette al solo versamento di un contributo di solidarietà del 10%.

Tfr destinato alla previdenza complementare

  • è possibile utilizzare una parte di Tfr annuo destinato alla previdenza complementare per diminuire l’imponibile fiscale: si può dedurre dal reddito d’impresa il 4% del Tfr annuo destinato alla previdenza complementare se l’azienda ha almeno 50 dipendenti, il 6% se ne ha meno di 50
  • la quota di Tfr destinata alla previdenza complementare non è sottoposta alla rivalutazione obbligatoria: quindi non è più necessario versare la relativa imposta.

Altri vantaggi

  • non viene pagato il contributo al fondo di garanzia del Tfr (pari allo 0,20%). Ne è previsto l’esonero in relazione alla percentuale di TFR destinata ai fondi pensione ovvero al Fondo di Tesoreria gestito dall’INPS)
  • si può beneficiare di una riduzione degli oneri sociali per gli assegni familiari, per maternità e per disoccupazione. La riduzione è partita dal 2008 con lo 0,19%arrivando allo 0,28% dal 2014 in avanti, come di seguito specificato:
ANNO RIDUZIONE
2008 0,19%
2009 0,21%
2010 0,23%
2011 0,25%
2012 0,26%
2013 0,27%
Dal 2014 0,28%
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