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QUANDO E COME SPOSTARTI A UN’ALTRA FORMA PENSIONISTICA COMPLEMENTARE

(Dalla Guida introduttiva alla previdenza complementare della  Covip)

Cambiare il fondo pensione sottoscritto è possibile, ma tieni presente che non dovrebbe rappresentare una scelta da compiere frequentemente. Questo perché le valutazioni sul buon operato di ogni forma pensionistica devono essere effettuate su orizzonti temporali ampi, più adatti a una prospettiva di lungo periodo tipica della previdenza complementare.

Comunque dopo due anni di adesione puoi chiedere il trasferimento della posizione maturata presso un’altra forma pensionistica complementare. Il trasferimento ti consente di proseguire il tuo percorso previdenziale senza interruzioni: la tua anzianità nel sistema della previdenza complementare inizia da quando hai aderito la prima volta.

Se hai aderito su base collettiva e cambi lavoro puoi trasferirti alla nuova forma pensionistica complementare alla quale accedi in relazione alla nuova attività anche prima dei due anni previsti dalla legge. Il trasferimento è un tuo diritto e non può essere ostacolato, né possono esservi limiti al suo esercizio. Tieni tuttavia presente che se hai diritto al contributo del datore di lavoro spostandoti ad una forma pensionistica ad adesione individuale potresti non beneficiarne più.

Al momento del trasferimento dovrai di nuovo valutare la linea più idonea rispetto alle tue caratteristiche personali e alla tua propensione al rischio.

Occorre inoltre porre attenzione all’eventuale differente onerosità delle due forme pensionistiche: quella presso cui vuoi trasferire la tua posizione individuale e quella cui sei già iscritto.

A tal fine confronta le due Schede dei costi che ti verranno consegnate dagli incaricati alla raccolta dell’adesione. Puoi inoltre confrontare i costi delle singole linee di investimento consultando il Comparatore dei costi pubblicato sul sito della Covip.

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