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CAMBIO COMPARTI, ANNULLAMENTO RICHIESTE PRESTAZIONI: LA TUTELA DALLE TURBOLENZE DEI MERCATI

L’emergenza “pandemica” dell’ultimo mese sta provocando un forte periodo di stress nei mercati finanziari.

E’ comunque opportuno ricordare che l’orizzonte temporale su cui valutare gli investimenti previdenziali è il medio-lungo periodo e che le fasi di rendimenti più favorevoli concorrono con quelle penalizzanti nella formazione del montante di risparmio, da costruire nel tempo; in effetti i riferimenti storici mostrano che spesso le perdite legate a frangenti negativi del mercato tendono ad essere compensate nel lungo periodo da successivi recuperi.

Cambiare il Comparto di investimento nei momenti di maggiore tensione sui mercati finanziari rende effettiva una perdita che fino al disinvestimento della posizione è solo potenziale, con il rischio di rinunciare ad una possibile ripresa delle quotazioni e al riassorbimento della stessa.

La scelta di switch, legittima ed in nessun modo ostacolata dal Fondo, è una decisione importante che va, però, ben ponderata e valutata.

A tutti coloro che hanno effettuato richiesta di prestazione (riscatti, anticipazioni e trasferimenti in uscita), si ricorda che il Fondo, a causa di uno stop tecnico legato alla migrazione dei sistemi, non ha avuto la possibilità di effettuare i disinvestimenti nei mesi di dicembre e gennaio posticipando le operazioni nei mesi di febbraio e marzo.

Tutti gli interessati che attendono l’erogazione della prestazione, che volessero esercitare la richiesta di ANNULLAMENTO DELLA PRESTAZIONE, per non incorrere in eventuali perdite dovute allo stress dei mercati finanziari, sono pregati di darne tempestiva comunicazione al Fondo, anche tramite email all’indirizzo callcenter@fondofonte.it, indicando nell’oggetto “ANNULLAMENTO RICHIESTA”.

La struttura del Fondo monitora costantemente le evoluzioni dei mercati con il massimo impegno nelle attività giornaliere, valutando tutte le possibili misure straordinarie per la tutela del patrimonio degli aderenti.

Leggi la lettera del Presidente di Fon.Te.

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